Gas Radon in Azienda
- Giorgio Bonzi

- 7 mag
- Tempo di lettura: 3 min
Obblighi, Rischi e Come Mettersi in Regola

Ogni ambiente di lavoro è caratterizzato da rischi visibili ed altri invece "invisibili"...uno di questi ultimi è il rischio RADON.
Silenzioso ed invisibile che sfugge alle valutazioni standard ma con conseguenze sia per la salute dell'azienda che dei lavoratori oltre al datore di lavoro in caso di sanzioni.
Cos'è il Radon
Il Radon è un gas nobile radioattivo presente in natura, incolore, inodore, insapore ed inerte del quale normalmente non si avverte la presenza.
Questo gas deriva dalla decadimento naturale dall'elemento chimico primario dell'Uranio-238 e del successivo Radio-226 fino all'elemento stabile finale del piombo-206; questi elementi sono presenti fin dalle origini della terra, in quantità molto variabili in tutta la crosta terrestre e quindi anche nei materiali da costruzione che da questi derivano.
Durante i vari processi di trasformazione dei vari elementi, dall'Uranio al Piombo, vengono emesse radiazioni ionizzanti di diverso tipo che vengono trasportate nell'aria tramite gas di cui uno di questi è il Radon-222 .
Essendo il radon radioattivo, dal suo decadimento si trasformerà in altri elementi chimici (polonio, piombo e bismuto).
Questi ultimi, essendo elettricamente carichi, si attaccano al particolato presente in aria che può essere inalato e fissarsi sulle superfici dei tessuti polmonari provocando danni che, generalmente vengono riparati dai meccanismi biologici, ma con la probabilità di una conseguenza diretta sulla vita delle cellule oppure con la contaminazione del tessuto cellulare a carattere degenerativo riproduttivo tipico di un processo cancerogeno.
Classificazione
Il radon è stato classificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), attraverso l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC), nel gruppo 1 delle sostanze per le quali vi è la massima evidenza di cancerogenicità, poiché rappresenta uno dei principali fattori di rischio di tumore ai polmoni, dopo il fumo. A livello mondiale la principale sorgente di esposizione della popolazione alle radiazioni ionizzanti è data dal radon (42%).
Come si diffonde
Il radon, una volta prodotto, è in grado di disperdersi attraverso il suolo e diffondersi dai materiali da costruzione penetrando all'interno degli edifici attraverso:
le fessure dei pavimenti che anche se invisibili, sono sempre presenti;
le giunzioni pavimento con le parete;
i passaggi degli impianti termici, idraulici, delle utenze elettriche, del gas, eccetera.
Anche i materiali da costruzione emettono radon e possono, in alcuni casi, contribuire considerevolmente ad aumentarne la concentrazione.
Infine anche l'acqua è un’altra sorgente di radon ma, a meno di casi eccezionali, contribuisce in misura minore alla concentrazione del gas.
Perché può riguardare la tua azienda?
Recentemente la nota del Nota dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro -INL prot. n. 811 pubblicata nel D.lgs 81/08 prevede che il rischio radon venga rilevato ed integrato alla valutazione del rischio prevista dall'art.17 del Testo unico della sicurezza per l'utilizzo di locali sotterranei o semi-sotterranei come previsto dall'art. 65 della medesima normativa.
Oltre al testo di legge di cui sopra, è presente anche il D.Lgs. 101/2020 che prevede la determinazione in aree ad alto rischio di radon ove ricade l'obbligo preventivo per il monitoraggio.
Tramite apposite delibere, le singole regioni hanno individuato un elenco di comuni a maggior rischio.
Le aziende situate all'interno degli ambiti comunali di cui sopra, dovranno prevedere un campionamento per identificare il grado di esposizione determinando così il livello di rischio come misura di tutela per la salute di tutte le persone presenti all'interno delle aziende situate sul territorio comunale.
Le regioni con una maggiore esposizione al rischio Radon risultano Lombardia, Lazio, Campania e Friuli Venezia Giulia.
Per quali ambienti di lavoro?
Se previsto dalla normativa attuale, l'obbligo di misura è previsto per:
Luoghi di lavoro sotterranei;
Luoghi di lavoro seminterrati o al piano terra;
Specifiche tipologie di attività come stabilimenti termali o siti estrattivi;
Cosa devi fare concretamente?
Entro le scadenze previste, devi avviare una misurazione della concentrazione dell'aria presente negli ambienti di lavoro soggetti con sistemi di campionamento e metodi di misura più adatti alle tue esigenze aziendali e in base al tuo grado di rischio.
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In TQSA sappiamo che gestire scadenze, esperti e misurazioni tecniche ruba tempo prezioso alla tua attività. È per questo che grazie a noi tu potrai dedicarti di più al tuo lavoro sapendo di essere in sicurezza sollevandoti dalla gestione diretta.
Con il nostro metodo prevederemo a:
Effettuare una valutazione Preliminare verificando se la tua sede è soggetta all'obbligo in base alla posizione geografica e alla struttura dei locali;
Procedere ad una valutazione del rischio completa effettuando un monitoraggio con specifici dosimetri, analisi dei dati e redazione di apposita relazione tecnica;
Consulenza Strategica in base alla esigenze e dimensione aziendale verificando con te la soluzione migliore per portare ad un percorso di miglioramento della salute sul luogo di lavoro;
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