Caso studio: caduta del cassonetto dei rifiuti




Buongiorno

Caro lettore, bentornato nel nostro appuntamento settimanale sulla sicurezza all’interno dei luoghi di lavoro. Come penso tu ben sappia se mi segui da un po’ ciclicamente propongo dei casi studio, analizziamo nel dettaglio near miss o, in casi peggiori, dei veri e propri incidenti per comprenderne gli errori che sono stati commessi e le accortezze che bisogna avere per poterli evitare.


Negli altri articoli che trovi nella sezione dedicata al nostro blog, trattiamo principalmente di formazione e informazione, ma a volte è altrettanto interessante riportare temi più pratici, e sicuramente scoprire cosa si cela dietro un incidente realmente accaduto può essere altrettanto educativo e di esempio per non replicare l’errore.


Bene, veniamo ora al caso studio odierno:

L’accaduto si svolge intorno alle 5.30 del mattino nel centro di Monza, due operai della ditta specializzata nel ritiro urbano dei rifiuti stavano svolgendo il loro turno con un automezzo compattatore di recente acquisto. I due, giusto per la cronaca stavano svolgendo il ritiro di rifiuto plastico considerando che in una città come Monza si svolge regolarmente la raccolta differenziata ormai da anni.


Sì, ma cosa è successo?

I due dopo svariate soste tra i condomini giungono di fronte ad un’azienda dove vi è un cassonetto da mille litri colmo di materiale di scarto. Un lavoratore aggancia al dispositivo “alza-volta contenitori”, posto anteriormente al compattatore, il bidone. Aziona la leva e durante il ribaltamento nella bocca di carico, questo si sgancia e cade a terra. Il cassonetto ormai vuoto, essendo di materiale plastico rimbalza sul suolo ed il coperchio si apre colpendo violentemente il lavoratore.


L’infortunato molto sfortunato si era tenuto a distanza di sicurezza come da procedura, ma ciò non gli risparmiato una frattura scomposta alle ossa nasali e varie ferite e traumi all’intero volto. Il collega prontamente contatta i soccorsi e dopo una mattinata in ospedale il lavoratore rimedia un paio di mesi di infortunio e sei punti INAIL di invalidità permanente.


Perché è avvenuto l’infortunio?

Purtroppo per il lavoratore, il meccanismo utilizzato per il ribaltamento dei cassonetti (marcata CE-norma specifica EN 1501-1:1998/A2:2009) nasce con un difetto costruttivo, ovvero, un vizio occulto di un’elettro-valvola oleodinamica inadeguata che presentava (occasionalmente) l’apertura indesiderata del dispositivo di sicurezza.

Visto e considerato che è un difetto che si potrebbe definire a tutti gli effetti “di fabbrica”, l’azienda costruttrice avrebbe dovuto fare verifiche più approfondite circa la qualità del prodotto da loro progettato e costruito.

Per quanto riguarda invece l’azienda di rifiuti sicuramente una comunicazione del malfunzionamento da parte del preposto agli organi direzionali avrebbe potuto evitare l’incidente, interrompendo l’utilizzo di tale mezzo e facendolo ipoteticamente controllare da parte dell’azienda costruttrice.


In casi accidentali come questo è possibile fare prevenzione?

Sebbene nel caso presentato sia presente un “vizio occulto” (è occulto quel difetto del quale non si aveva conoscenza al momento dell’acquisto, e che non fosse facilmente rilevabile con l’ordinaria diligenza) deve essere cura del datore di lavoro costruire un sistema organizzativo per cui possa venire a conoscenza di eventuali difetti intrinseci dell’attrezzatura che emergano in fase di utilizzo, considerando che non era la prima volta che succedeva, infatti come rilasciato dai dipendenti in un secondo momento, vi erano già stati altri casi, dove fortunatamente nessuno aveva subito danni.


In merito a quanto appena descritto, è bene valutare, se non presenti implementare, procedure interne di segnalazione di incidenti e malfunzionamenti. Questi possono validamente supportare una valutazione dei rischi dinamica ed in linea con l’art. 29, comma 3, D.lgs. n. 81 del 2008 (aggiornamento valutazione dei rischi).


Ultimo ma non meno importante, i costruttori di attrezzature dispongono sovente di un sistema di segnalazione anomalie, poiché sono spesso i primi interessati a ricevere informazioni di eventuali difetti dei loro prodotti in quanto l’ordinamento giuridico li destina di una specifica posizione di garanzia; quindi, dopo un primo malfunzionamento perché non si sono fatti sentire? Purtroppo, a questa domanda nessuno è in grado di rispondere. A differenza della sicura immissione sul mercato di un prodotto malfunzionante.


Questo rispetto agli altri un caso studio decisamente più leggero e con sviste meno gravi rispetto ai casi precedentemente trattati che trovi nella sezione blog del nostro sito. Ho deciso di riportartelo per un semplicemente perché nella posizione del ragazzo infortunato ci poteva essere chiunque, anche la persona più scrupolosa di questo mondo. Il lavoratore aveva seguito tutte le disposizioni alla lettera, eppure ha riportato un infortunio sul lavoro. La sicurezza sul lavoro non è opera di un singolo elemento, ma deve essere un meccanismo ben rodato e consolidato all’interno delle aziende dal primo all’ultimo dipendente, dal costruttore al fruitore, nessuno escluso.


Spero come sempre di essere stato abbastanza esaustivo e che la vicenda sia stata ben analizzata in tutte le sue parti, senza lasciare spazio a dubbi. Se così non fosse, commenta qui sotto o scrivici, saremo più che lieti di approfondire la vicenda.

Colgo l’occasione per augurarti un buon proseguo di giornata. Alla prossima!

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