Rischio strada: che cosa è?

Aggiornamento: lug 5



Quando si parla di incidenti stradali le statistiche annuali ISTAT sono sicuramente l’unico dato attendibile e a cui dobbiamo dare credito. In questo senso i dati sembrano buoni, secondo le stime, dal 2007 il numero degli incidenti stradali è andato riducendosi mediamente del 3% ogni anno, ed è un ottimo risultato in termini di riduzione infortuni e decessi.


Ma bisogna fare un ulteriore verifica per comprendere se le misure preventive messe in atto hanno lasciato un segno significativo. Controllando il consumo di carburante annuo sul territorio italiano, non si può far altro che notare, che nell’ultimo decennio vi è stato un minor consumo dello stesso più o meno in percentuale simile a quella degli incidenti.


Quindi le misure preventive sono responsabili solo parzialmente della diminuzione dei decessi, il vero responsabile è il minor utilizzo dei veicoli stradali.

Quindi, fare prevenzione è utile?


Certo che sì! Bisogna sicuramente prendere atto della realtà dei fatti, ciò significa che il problema deve essere affrontato in maniera differente andando ad ottenere risultati reali e tangibili. Per fare ciò bisognerebbe ispirarsi ai metodi che sono stati adottati nei cantieri, gli stessi in pochi anni hanno ottenuto enormi passi avanti in termini di infortuni e decessi.


Per lo studio di tali eventi si sfruttano gli incidenti mancati detti near miss, dopo averli analizzati vengono prontamente messe in atto misure preventive andandone a limitare i rischi.  Ciò non viene minimamente eseguito nell’ambito stradale da nessun tipo di organo, né tanto meno dalla didattica prevista per il conseguimento della patente di guida, essi semplicemente ribadiscono quanto riporta il codice della strada, senza rendere noto nessun metodo di prevenzione incidenti che in altri campi come quello edile è stato riscontrato essere molto utile.

Come si cambia punto di vista?


I dati ISTAT sugli incidenti stradali e le diverse sperimentazioni realizzate da aziende private ed università, confermano che c’è un solo modo per innescare una reale diminuzione degli incidenti sulla strada.


La chiave è l’utilizzo di un approccio innovativo rispetto al tema della sicurezza, andando al di là del semplice rispetto del codice della strada o della consapevolezza dei danni potenziali, concentrandosi invece su tecniche e strumenti di previsione degli avvenimenti sulla strada. Nella nostra formazione per la sicurezza stradale, l’uso dei near miss per la riduzione del rischio incidenti è un processo rodato e strutturato, che garantisce una reale riduzione del rischio.


Come si valuta il rischio strade?


Il testo unico della sicurezza all’art.28 prevede infatti che il datore di lavoro effettui una valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. Gli incidenti stradali sono un vero e proprio flagello sociale, i numeri parlano chiaro, non esiste alcuna attività criminale che provoca lo stesso numero di vittime.


Negli ultimi anni stanno sempre più aumentando i decessi legati agli incidenti stradali, ed il 25% degli incidenti sul lavoro è rappresentato appunto da incidenti stradali, il che deve far riflettere. I lavoratori coinvolti da incidenti alla guida non sono solo gli addetti al trasporto merci e persone, ma anche tutti coloro che per motivi lavorativi sono costretti ad effettuare spostamenti, detto in poche parole riguarda praticamente chiunque abbia un lavoro, ed è proprio per questo che deve essere svolta una valutazione specifica di tale rischio.


Inoltre, la valutazione del rischio strada è anche strategica ai fini della riduzione dei costi legati agli incidenti, danni a persone, cose, premi assicurativi ed anche per la riduzione del premio assicurativo INAIL, la così detta riduzione del tasso OT/24.


La chiave di volta è intervenire sui comportamenti dei conducenti, la strada si sa è un luogo complesso dove è difficile adoperare degli interventi incisivi, ma secondo dati ISTAT il 96% degli incidenti stradali è causato dai comportamenti imprudenti da parte dei conducenti, quindi la soluzione sta tutta qui, nella capacità di intervenire sui comportamenti disinnescando pratiche pericolose consolidate involontariamente dalle abitudini di tutti i giorni.


Quindi il segreto non sta nell’emanare nuove leggi più restrittive, ma nel tentativo di eliminare quegli automatismi pericolosi radicati nel guidatore.