Spazi confinati: quello che devi sapere per lavorare in sicurezza



Buongiorno,

Caro lettore, bentornato nel nostro appuntamento settimanale sulla sicurezza all’interno dei luoghi di lavoro. Oggi prendo spunto dal caso studio proposto la settimana scorsa (recuperalo qua), tale articolo trattava la perdita di coscienza di un lavoratore che stava operando all’interno di uno spazio confinato, così ho pensato bene di cogliere la palla al balzo e parlarti di spazi confinati, che sono un argomento assai delicato.


Come hai potuto constatare tu stesso eseguire qualsiasi tipo di operazione, anche la semplice pulizia, all’interno di questo tipo di luogo è potenzialmente molto pericoloso per la salute e la sicurezza del lavoratore, ma per comprendere al meglio tutte le criticità relative a questi luoghi di lavoro e bene addentrarsi un pochino nella normativa, ammesso che ne esista una.


La definizione di spazio confinato esiste?

Purtroppo, la vigente legislazione italiana non ci ha fornito una definizione di spazio confinato. Nemmeno il DPR 177/2011 ha fornito una definizione che caratterizzi gli spazi confinati.


In assenza di una definizione che consenta di identificare gli spazi confinati, la prima difficoltà per una corretta applicazione della normativa sulla prevenzione degli infortuni nei lavori in ambienti confinati è verificare se si ricade nel campo di applicazione di tale legislazione, oppure no.


Per risolvere tale dubbio, è possibile applicare delle definizioni di spazio confinato rintracciabili nella normativa tecnica internazionale (si veda ad esempio lo standard OSHA 1910.146, OHSA 1926.1200 e il documento NIOSH 80-106).


In ogni caso la definizione di spazio confinato riportata nella normativa internazionale spesso non fa riferimento ad aspetti quantitativi, ma qualitativi, richiedendo di rispondere alle seguenti domande:

  • lo spazio confinato possiede o potrebbe possedere un’atmosfera pericolosa?

  • l'ambiente confinato contiene materiali o parti interne che possano intrappolare o seppellire gli occupanti una volta entrati?

  • l'ambiente ha una configurazione tale da costituire esso stesso un pericolo di intrappolamento o di asfissia per chi vi entra?

  • lo spazio confinato è caratterizzato da un qualsiasi altro pericolo per la salute o la sicurezza?

Rimane pertanto complesso e spesso demandato all'esperienza del valutatore (che utilizzerà criteri mutuati dalla normativa nazionale e internazionale), identificare uno spazio confinato.


Alla luce di quanto sopra esposto, una possibile definizione di spazio confinato o ambiente con sospetto inquinamento potrebbe essere la seguente:


Con il termine spazio confinato si definisce un luogo o ambiente che abbia le seguenti tre caratteristiche:

  • un ambiente/luogo totalmente o parzialmente chiuso,

  • caratterizzato da aperture di limitate dimensioni o con difficoltà di accesso/recupero,

  • non progettato/costruito per essere occupato in permanenza da persone, ma che occasionalmente può essere occupato per lo svolgimento di attività lavorative, con accesso completo al suo interno da parte dell'operatore, nel quale possa verificarsi al suo interno un evento accidentale importante, che possa portare a un infortunio grave o mortale a causa della sua configurazione e/o della presenza di agenti chimici, fisici e biologici pericolosi caratteristici dell'ambiente stesso e/o correlati all’attività che vi si va a svolgere e in particolare che l’atmosfera possa presentare pericoli legati a una sotto o sovra ossigenazione o alla presenza di gas o vapori tossici o infiammabili.

Cosa vuol dire lavorare in spazi confinati?

Lavorare in uno spazio confinato significa svolgere attività lavorative all'interno di uno spazio circoscritto, caratterizzato da accessi e uscite difficoltosi o limitati, da una ventilazione naturale sfavorevole, nel quale, in presenza di agenti pericolosi (ad. es. gas, vapori, polveri, atmosfere esplosive, agenti biologici, ecc.) o in carenza di ossigeno o per difficoltà di evacuazione o di comunicazione con l'esterno, può verificarsi un infortunio grave o mortale.


Alcuni ambienti confinati sono facilmente identificabili come tali, in quanto la limitazione legata alle aperture di accesso e alla ventilazione sono ben evidenti e/o la presenza di agenti chimici pericolosi è nota.


Tra gli spazi confinati facilmente identificabili troviamo:

  • Condutture fognarie

  • Silos e/o cisterne installati fuori terra

  • Stive di imbarcazioni

  • Pozzi e tubazioni

  • Cisterne installate su autocarri

Altri ambienti, ad un primo esame superficiale, potrebbero non apparire come confinati. In particolari circostanze, legate alle modalità di svolgimento dell'attività lavorativa o ad influenze provenienti dall'ambiente circostante, essi possono invece configurarsi come tali e rivelarsi altrettanto o più insidiosi dei primi.


Tra questi si possono annoverare:

  • Vasche interrate e fuori terra

  • Cavità, fosse o trincee

  • Stive di imbarcazioni

  • Gallerie

Vi sono degli obblighi per lavorare in spazi confinati?

I principali obblighi previsti dal D.P.R. n. 177/11 per i lavori svolti all'interno di uno spazio confinato sono:

  • obbligo per le imprese e i lavoratori autonomi che effettuano lavori in ambienti confinati, in aggiunta ai già previsti obblighi del D.lgs. 81/08, di effettuare specifica informazione, formazione e aggiornamento a tutti i lavoratori compreso il datore di lavoro, qualora impegnato nei lavori;

  • obbligo di dotazione delle attrezzature di sicurezza (ad esempio autorespiratori, sistemi di recupero e soccorso, rivelatori di gas infiammabili e/o tossici e/o di ossigeno) e DPI necessari per garantire la sicurezza nei lavori in spazi confinati;

  • obbligo per le imprese che eseguono lavori in ambienti confinati di disporre di "personale esperto" (con almeno 3 anni di esperienza) in numero non inferiore al 30%;

  • obbligo per il committente di informare, prima dell'accesso nello spazio confinato, tutti i lavoratori impegnati in merito a tutti i rischi presenti nell'area di lavoro, con un incontro di durata non inferiore ad un giorno;

  • obbligo per il Datore di Lavoro Committente di individuare un proprio Rappresentante, con adeguata esperienza che vigili le attività svolte all'interno dello spazio confinato da parte dei lavoratori delle imprese in appalto.

Che tipo di formazione deve fare chi lavora in spazi confinati? È previsto anche un aggiornamento?

Il D.P.R. 177/11 prevede che i lavoratori siano qualificati con precisi corsi "normati", non ancora definiti dal legislatore: nell’attesa di indicazioni più precise, TQSA organizza un corso direttamente nella tua azienda dove verranno affrontati i seguenti argomenti:

  • Definizioni e caratteristiche ed esempi di “Spazi Confinati”;

  • D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (art. 66 – Allegato IV);

  • D.P.R. n. 177/2011;

  • Obblighi dei soggetti responsabili;

  • Principali ruoli e mansioni;

  • Documentazione e moduli obbligatori;

  • Principali Rischi e Pericoli;

  • Anossia, gas, fumi, vapori, liquidi, rischio incendio ed esplosione, polvere, microclima, claustrofobia, caduta dall’alto, etc.

  • Principali ruoli e mansioni;

  • Misure di prevenzione e protezione;

  • Addestramento all’utilizzo dei DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI APVR ed altri DPI di III categoria (uso, tipologia e filtri);

  • Addestramento all’utilizzo di Rilevatori gas e atmosfere esplosive.


Come detto poco fa Il D.P.R. 177/11 prevede che i lavoratori addetti alle attività in spazi confinati siano qualificati con precisi corsi di formazione; tuttavia, la norma non specifica i contenuti, la modalità e la frequenza di aggiornamento di tale formazione.


Tenendo in considerazione i particolari fattori di rischio e l'alta pericolosità propri delle attività in spazi confinati TQSA ritiene opportuno che I lavoratori addetti aggiornino periodicamente la propria formazione con corsi di aggiornamento specifici.


Quali sono i principali fattori di rischio?

I lavoratori che si trovano ad operare all’interno di uno spazio confinato possono essere soggetti a diversi rischi, di seguito i principali:

  • rischio di asfissia (ovvero mancanza di ossigeno)

  • rischio di avvelenamento per inalazione o per contatto epidermico

  • rischio di incendio ed esplosione

  • rischio da seppellimento/annegamento

  • rischio da scariche elettriche

  • rischio da caduta e scivolamento

  • rischio da luoghi conduttori ristretti

  • rischio da contatto con parti meccaniche in movimento

  • rischio da microclima

Come valutare il rischio negli spazi confinati?

La valutazione del rischio delle attività in spazi confinati è un obbligo a carico del Datore di Lavoro, sancito dal D. Lgs. 81/08. Ma, a fronte di un grave vuoto della legislazione e normativa italiana sulla definizione di precisi criteri per identificare e definire i livelli di pericolosità di uno spazio confinato vengono accorpati in un termine vago una variegata casistica di luoghi (aperti, chiusi, con rischio di caduta o meno, con rischio chimico o meno, di dimensioni rilevanti o contenute, etc.).


Quale metodologia applicare? Quali criteri adottare per classificare uno spazio confinato? Come effettuare la valutazione dei rischi presenti negli spazi confinati?


Lo spazio confinato non va solo identificato, ma anche "classificato". Infatti, Il documento NIOSH 80-106 individua i criteri per la

classificazione di uno spazio confinato basandosi su aspetti di pericolosità quali:

  • le caratteristiche geometriche dello spazio confinato;

  • la percentuale di ossigeno presente nello spazio confinato;

  • la presenza nello spazio confinato di un'atmosfera esplosiva e i livelli di esplosività della stessa;

  • la presenza di sostanze tossiche o comunque pericolose per gli addetti ai lavori e i relativi livelli.

  • Sulla base della classificazione dello spazio confinato, lo stesso documento NIOSH 80-106 individua le misure di sicurezza da adottare, tra le quali:

  • i metodi per comunicare con i lavoratori operanti nello spazio confinato;

  • i DPI per gli addetti al salvataggio;

  • il controllo preliminare dell’atmosfera presente nello spazio confinato (con annotazione dell’esito);

  • la formazione e l’addestramento dei lavoratori che operano nello spazio confinato;

  • la redazione della procedura di salvataggio.


Spero come sempre di averti fornito una panoramica completa circa l’argomento trattato, ti ricordo che per qualsiasi informazione io e lo staff di TQSA rimaniamo a disposizione.

Alla prossima settimana con un nuovo articolo. Buona giornata!

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