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  • Consulente ADR: chi è, cosa fa e come svolgere l'esame?

    Buongiorno, Caro lettore, bentornato nel nostro appuntamento settimanale sulla sicurezza all’interno dei luoghi di lavoro. Oggi voglio parlarti di una figura che da una ventina d’anni a questa parte sta man mano acquisendo importanza all’interno delle aziende che trasportano merci definite pericolose. La figura del Consulente ADR, detto più propriamente Consulente per la sicurezza ai trasporti di merci pericolose o DGSA (Dangerous Goods Safety Advisor) nell’acronimo inglese, è stata introdotta nel nostro ordinamento dal Decreto Legislativo 04/02/2000 nr. 40 (Gazzetta Ufficiale numero 52 del 03/03/2000) in recepimento della direttiva europea 96/35/CE del 3 giugno 1996 relativa alla designazione e alla qualificazione professionale dei consulenti per la sicurezza dei trasporti di merci pericolose su strada, per ferrovia o per via navigabile. Quella del DGSA è, dunque, una professione giovane! Nel Marzo del 2010 questo Decreto è stato poi parzialmente abrogato e sostituito dal Decreto Legislativo 35/2010 del quale, ad oggi, non risultano in parte ancora emanati i Decreti attuativi. La vecchia norma rimane, dunque, ancora in vigore per quanto non in contrasto con il nuovo testo. Chi è il Consulente ADR? Le norme sottolineano come questa sia una figura di "garanzia" per la sicurezza in azienda in merito alla gestione dei trasporti di merci pericolose. Difatti il DGSA non rappresenta un mero obbligo giuridico, ma un concreto collaboratore dei vertici aziendali occupandosi di elaborare adeguate procedure, garantire la necessaria formazione a tutti coloro che all’interno dell’azienda si occupano di merci pericolose e monitorare i processi aziendali affinché la sicurezza sia sempre al primo posto! Cosa fa il consulente ADR? Negli ultimi anni la figura del DGSA è più presente nelle nostre aziende grazie ad una maggior sensibilità sul tema acquisita dal mondo delle imprese e grazie ad alcune certificazioni che impongono il DGSA come elemento ineludibile, ma si può fare molto di più…! Mancano i controlli! La crisi subita, la disinformazione, la cronica mancanza di cultura della sicurezza e la colpevole mancanza di controlli hanno contrastato in passato e contrastano in parte ancora oggi, la diffusione capillare di questa figura nelle aziende italiane. Esiste un elenco dei consulenti ADR? Purtroppo, allo stato attuale, questa professione non rientra tra quelle cosiddette riconosciute ed è priva di albo professionale. Difficile, quindi, fare una stima esatta del numero di consulenti presenti sul territorio nazionale. Esiste però dal 2004 un "registro" volontario organizzato e gestito da Orange Project, organizzazione che da sempre si occupa di diffondere in Italia la cultura della sicurezza nel campo dei trasporti di merci pericolose, al quale diversi Consulenti sono iscritti, ma il numero delle iscrizioni fa sì che il campione non sia molto indicativo. In definitiva, c’è molto lavoro da fare ancora! Consulente ADR: la normativa Come già precisato in premessa, la norma attuale italiana di riferimento in materia ADR è il Decreto Legislativo 27 gennaio 2010, nr. 35 che ha recepito e dato attuazione alla Direttiva quadro 2008/68/CE relativa al trasporto interno di merci pericolose. ADR: a quali trasporti si applica? In base all’art.1 del Decreto: si applica al trasporto di merci pericolose effettuato su strada, per ferrovia o per via navigabile interna, sia all’interno dello Stato nazionale che tra gli Stati della Comunità europea, alle operazioni di carico e scarico, al trasferimento da un modo di trasporto ad un altro ed alle soste rese necessarie dalle condizioni di trasporto. Non si applica al trasporto di merci pericolose ciò che è effettuato: mediante veicoli, vagoni o unità navali che appartengono alle forze armate o che si trovano sotto la responsabilità di queste ultime ovvero mediante navi in servizio governativo non commerciale; mediante unità navali adibite alla navigazione marittima su vie navigabili marittime che si estendono nelle vie navigabili interne; mediante traghetti che effettuano soltanto l’attraversamento di una via navigabile interna o di un porto; oppure interamente all’interno del perimetro di un’area chiusa. Consulente ADR: in quali settori opera? Dunque, le norme ADR e quelle sul consulente sono applicabili non solo alle aziende che trasportano merci pericolose via strada/ferrovia/vie navigabili interne, ma anche a quelle che effettuano carico/scarico e altre operazioni accessorie al trasporto (imballaggio, ndr). Con ADR 2019[8], fu introdotta una grossa novità in tema DGSA estendendo il campo di applicazione, per quanto riguarda l’obbligo di nomina, anche alla figura del "puro" speditore fino ad oggi non considerata. “Ogni impresa, la cui attività comporta la spedizione o il trasporto di merci pericolose per strada, oppure le operazioni connesse di imballaggio, di carico, di riempimento o di scarico, designa uno o più consulenti per la sicurezza dei trasporti di merci pericolose, in seguito denominati «consulenti», incaricati di facilitare l’opera di prevenzione dei rischi per le persone, per i beni o per l’ambiente inerenti a tali attività.” (Cap. 1.8.3.1 – ADR 2019). Nomina del Consulente ADR o DGSA Infine, sempre in tema di nomina DGSA, sono fatti salvi i casi d’esenzione fissati dal Decreto Ministeriale Trasporti 04.07.2000 così riassunti: trasporti esclusivi in esenzione parziale (1.1.3.6 adr) o totale (3.4 adr); trasporti "occasionali" di merci pericolose in ambito esclusivo nazionale con un grado di pericolosità e inquinamento minimi (Gruppo d’imballaggio III) con quantitativi non superiori a 180 ton/anno con un numero max. di operazioni non superiori a 3/mese e 24/anno). La circolare Ministeriale Trasporti A26/2000/MOT del 14 novembre 2000 (art. 5) aggiunge all’elenco esenzioni anche: spedizioni di merci pericolose ricevute da imprese individuabili come destinatari finali del trasporto che utilizzano completamente le merci all’interno del ciclo produttivo aziendale. I requisiti del consulente DGSA Per diventare consulente ADR servono passione, studio, competenza ed esperienza sul campo come in tutte le professioni! Come diventare Consulente ADR? Premesso che l’incarico può venire assunto sia da personale interno all’azienda, sia da un libero professionista, il candidato prescelto deve essere in possesso almeno di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado ed è evidente che, visto le materie in gioco e la delicatezza del ruolo, egli non possa prescindere da una preparazione di base di tipo scientifico e giuridica. Certificato ADR: dove è valido? Il certificato è valido in ogni paese facente parte dell’Unione Europea. Chi rilascia il certificato di consulente ADR? Il certificato di formazione professionale di cui all’ADR, RID, ADN è rilasciato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, a seguito del superamento dell’esame. Esami per consulenti DGSA L’esame per il conseguimento del certificato di formazione professionale di consulente per la sicurezza del trasporto si svolge secondo le modalità previste dal capitolo 1.8 dell’ADR, del RID e dell’ADN. Il futuro DGSA deve poi sostenere un esame presso uno degli uffici provinciali del ministero dei Trasporti (ex M.C.T.C), a seguito del quale viene rilasciato un certificato attestante l’idoneità del candidato a svolgere le mansioni del consulente (Certificato di formazione professionale ai sensi della Direttiva 96/35/CE). Quanto dura il certificato professionale ADR? Il certificato ha una validità di cinque anni, dopo i quali va rinnovato sempre a mezzo esame. ESAME per consulenti ADR: come si svolge? Le regole di svolgimento dell’esame sono poste all’interno del DM TRASPORTI 29 dicembre 2010. L’esame iniziale per il conseguimento della certificazione avviene in forma scritta ed è costituito da questionari con domande a scelta multipla riferiti alla/e modalità e specializzazione/i richiesta/i e dallo studio di un caso: è prassi consolidata e adottata da tutte le commissioni proporre ai candidati questionari a quiz; al candidato viene richiesta l’indicazione di “Vero” o “Falso” su tutte le affermazioni contenute nella scheda composta da: 20 domande, per un totale di 60 risposte (domande base) (almeno 48 risposte esatte per superare l’esame); – 10 domande, per un totale di 30 risposte (domande legate ad ogni singola modalità di trasporto richiesta) (almeno 24 risposte esatte per superare l’esame); 10 domande, per un totale di 30 risposte (domande legate ad ogni singola specializzazione richiesta) (almeno 24 risposte esatte per superare l’esame); Viene poi proposto uno studio la cui articolazione, scelta dalla commissione, è tesa a verificare la capacità del candidato di svolgere le mansioni di consulente per la sicurezza. I candidati che sostengono l’esame per un’unica specializzazione svolgono lo “studio del caso” nell’adattamento relativo alla specializzazione prescelta; i candidati che, invece, sostengono l’esame per più specializzazioni svolgono lo studio nell’adattamento relativo ad una di tali specializzazioni a scelta della commissione esaminatrice. Nel caso del rinnovo della certificazione, lo studio del caso non deve essere svolto. Nomina del consulente ADR. Cosa deve fare l’azienda? L’Art. 11 del Decreto Legislativo 35/2010, spiega come l’azienda deve comportarsi per la nomina del Consulente. Chi nomina il consulente ADR? Lo nomina il legale rappresentante dell’impresa la cui attività comporta trasporti di merci pericolose, oppure operazioni di imballaggio, di carico, di riempimento o di scarico, connesse a tali trasporti. Consulente DGSA: inserimento in azienda Entro quindici giorni dalla nomina, il legale rappresentante comunica le complete generalità del consulente nominato all’ufficio periferico del Dipartimento per il trasporto, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti competente in relazione al luogo in cui ha sede l’impresa. Consulente ADR: l’obbligo di relazione Entro sessanta giorni dalla nomina, il consulente verificate le prassi e le procedure concernenti l’attività dell’impresa presso la quale opera, redige una relazione nella quale, per ciascuna operazione relativa all’attività di impresa, indica le eventuali modifiche procedurali ovvero strutturali necessarie per l’osservanza delle norme in materia di trasporto, carico e scarico di merci pericolose, nonché per lo svolgimento dell’attività dell’impresa in condizioni ottimali di sicurezza. Relazione ADR: quando redigerla? La relazione è redatta annualmente e, comunque, ogni qualvolta intervengano eventi modificativi delle prassi e procedure poste alla base della relazione stessa, ovvero delle norme in materia di trasporto, carico e scarico di merci pericolose, ed è consegnata al legale rappresentante dell’impresa. Il legale rappresentante conserva le relazioni per cinque anni. Relazione di incidente: quando trasmetterla? La relazione di incidente redatta dal consulente ai sensi dell’ADR, RID, ADN e’ trasmessa entro quarantacinque giorni dal verificarsi dell’incidente medesimo al legale rappresentante dell’impresa e per il tramite degli uffici periferici del Dipartimento per il trasporto, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti al medesimo Dipartimento ed al Ministero dell’interno – Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile. I compiti del consulente Il D.Lgs. 35/2010 fa esplicitamente riferimento (art. 3) al manuale ADR dove sono contenute, tra l’altro, le norme riguardanti il consulente ADR (Capitolo 1.8.3.3. – ADR 2019): Sotto la responsabilità del capo dell’impresa, funzione essenziale del consulente è ricercare tutti i mezzi e promuovere ogni azione, nei limiti delle attività in questione dell’impresa, per facilitare lo svolgimento di tali attività nel rispetto delle disposizioni applicabili e in condizioni ottimali di sicurezza. Quali sono le funzioni del Consulente ADR? Le sue funzioni, da adattare alle attività dell’impresa, sono in particolare le seguenti: verificare l’osservanza delle disposizioni in materia di trasporto di merci pericolose; consigliare l’impresa nelle operazioni riguardanti il trasporto di merci pericolose; redigere una relazione annuale, (La stessa va consegnata al capo dell’impresa entro il mese di febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento) destinata alla direzione dell’impresa o eventualmente a un’autorità pubblica locale, sulle attività dell’impresa per quanto concerne il trasporto di merci pericolose. La relazione è conservata per cinque anni e, su richiesta, messa a disposizione delle autorità nazionali. Quali sono i compiti del consulente ADR? I compiti del consulente comprendono, inoltre, in particolare l’esame delle seguenti prassi e procedure concernenti le attività in questione dell’impresa: le procedure volte a far rispettare le materia prescrizioni relative all’identificazione delle merci pericolose trasportate; le prassi dell’impresa per quanto concerne la valutazione, all’atto dell’acquisto dei mezzi di trasporto, di qualsiasi particolare requisito relativo alle merci pericolose trasportate; le procedure di verifica delle attrezzature utilizzate per il trasporto di merci pericolose o per le operazioni di carico o scarico; il possesso, da parte del personale interessato dell’impresa, di un’adeguata formazione e la registrazione di tale formazione; l’applicazione di procedure d’ emergenza adeguate agli eventuali incidenti o eventi imprevisti che possano pregiudicare la sicurezza durante il trasporto di merci pericolose o le operazioni di carico o scarico; l’analisi e, se necessario, la redazione di relazioni sugli incidenti, gli eventi imprevisti o le infrazioni gravi costatate nel corso del trasporto delle merci pericolose o durante le operazioni di carico o scarico; l’attuazione di misure appropriate per evitare il ripetersi d’incidenti, eventi imprevisti o infrazioni gravi; la presa in conto delle disposizioni legislative e dei requisiti specifici relativi al trasporto di merci pericolose, per quanto concerne la scelta e l’utilizzo di subfornitori o altri operatori; la verifica che il personale incaricato del trasporto di merci pericolose, oppure del carico o dello scarico di tali merci, abbia procedure operative e istruzioni dettagliate; l’introduzione di misure di sensibilizzazione ai rischi connessi al trasporto di merci pericolose o al carico o scarico di tali merci; l’attuazione di procedure di verifica volte a garantire la presenza, a bordo dei mezzi di trasporto, dei documenti e delle attrezzature di sicurezza che devono accompagnare il trasporto e la loro conformità di tali documenti e attrezzature alle regolamentazioni; l’attuazione di procedure di verifica dell’osservanza delle disposizioni concernenti le operazioni di carico e scarico; l’esistenza del piano di security previsto al 1.10.3. Consulente ADR: cosa fa in azienda? Il DGSA non è un “nemico” dal quale fuggire! Egli favorisce l’ottimizzazione dei processi, agevolandoli e non rallentandoli. Possiede inoltre le capacità e gli strumenti per individuare ed evidenziare a priori i possibili rischi di incidente, e per valutare la serietà delle conseguenze. E’ in grado di proporre le soluzioni ideali per mitigare i rischi con interventi concreti e mirati dal punto di vista tecnico e gestionale. Il suo operato in azienda favorisce, inoltre, la gestione regolare dei trasporti, contribuendo a scongiurare le eventuali sanzioni previste in caso di inadempimenti. Egli si pone come il “garante” della formazione in azienda. Il contributo del DGSA si esplicita infine anche dal punto di vista formale e burocratico, in relazione al rispetto di tutti gli adempimenti e al mantenimento delle relazioni con le pubbliche autorità. Le responsabilità dell’azienda e del consulente Le responsabilità sono importanti per tutti. L’articolo 12 del Decreto Legislativo 35/2010 fissa le sanzioni previste per la mancata osservanza delle disposizioni viste finora, con sanzioni amministrative e pecuniarie che vanno dai 2000 sino ai 24000 euro in base all’infrazione commessa. Sanzioni per il consulente ADR Le sanzioni appena viste non sembrano particolarmente pesanti anche perché di natura esclusiva amministrativa, ma vanno coniugate con le conseguenze molto gravi che la mancanza del consulente comporta, nel caso in cui si verifichi un sinistro con lesioni a persone fisiche (condanna penale per lesioni colpose). Le nuove norme sono quindi sempre più stringenti e diventa sempre più sentita la necessità di avere al proprio fianco un professionista che sia in grado di dare soluzioni concrete ai vari problemi e che sia in grado di istruire con competenza le figure aziendali che devono gestire operativamente le spedizioni di merci pericolose in azienda. Per quanto riguarda il DGSA professionista (non dipendente), a valle delle sanzioni previste all’art 12 – commi 3 e 4 ed essendo legato all’azienda da un contratto, dovrà farsi carico di tutte le responsabilità che conseguono dalla firma di questo atto senza sottovalutare, se del caso, le possibili implicazioni di diversa natura. Quali sanzioni per l’impresa priva di consulente ADR? Da ricordare, inoltre, che in caso di sinistro con danni, in mancanza di nomina del consulente, le imprese assicuratrici potrebbero non rispondere per la responsabilità civile. È appena il caso di ricordare, infine, le implicazioni penali e quelle relative al D.lgs. 231/2001 a carico dell’azienda in caso di incidente sul lavoro che abbia coinvolto delle persone fisiche (Art. 25, D.lgs. 231/2001). Consulente ADR: un investimento e non un costo Alla luce di quanto fin qui detto, possiamo ben affermare che il DGSA non è soltanto colui che presenta la relazione annuale a fine anno, assolvendo così ai suoi doveri istituzionali, ma è una figura molto importante che interagisce continuamente con l’azienda, 365 giorni l’anno, facendo in modo che la sicurezza, la prevenzione degli incidenti e l’osservanza delle norme siano sempre al primo posto nella speciale classifica dei valori aziendali. Ricordiamo sempre che la sicurezza in azienda è un investimento e non un costo e chela cultura della sicurezza all’interno di una realtà aziendale è un vero e proprio generatore di valore per l’impresa stessa. Spero come sempre di averti fornito una panoramica completa circa l’argomento trattato, ti ricordo che per qualsiasi informazione io e lo staff di TQSA rimaniamo a disposizione. Alla prossima settimana con un nuovo articolo. Buona giornata!

  • Responsabile Anticorruzione: come ottenere la certificazione ISO 37001?

    Buongiorno, Caro lettore, bentornato nel nostro appuntamento settimanale sulla sicurezza all’interno dei luoghi di lavoro. Oggi ti voglio parlare di una certificazione molto importante, la ISO 37001, la stessa fornisce a qualsiasi tipo di organizzazione, una guida e i requisiti per stabilire, implementare, rivedere e migliorare un sistema di gestione anticorruzione. Ma perché ti parlo di questo? Dal 2012 sino ad oggi l’Italia, nella sua pubblica amministrazione, nella sua politica e nelle sue organizzazioni si sta impegnando per dare un’immagine diversa di sé. Dati alla mano, in quest’ultimo anno, grazie ad un significativo cambio di mentalità, abbiamo scalato 10 posizioni nella classifica di Transparency International andando a raggiungere il 42° posto su 180 paesi. La gestione dei rischi legati alle varie forme possibili di corruzione è fondamentale per avere successo a livello commerciale, e di gestione degli stakeholder. La certificazione ISO 37001 può assicurare alle parti interessate che sono state adottate, mantenute e continuamente migliorate delle misure efficaci contro un tarlo come quello della corruzione. Cos'è la ISO 37001? La norma ISO 37001, pubblicata nell’ottobre 2016, stabilisce i requisiti del sistema di gestione progettati per aiutarti a prevenire, rilevare e rispondere alla corruzione, nonché a rispettare le leggi anticorruzione e gli impegni volontari applicabili alle attività dell'organizzazione. Si applica esclusivamente alla corruzione, mentre altri aspetti, come la frode o il riciclaggio di denaro, possono essere inclusi nell'ambito del sistema di gestione in conformità con la legislazione pertinente, il tutto dando un valore più significativo al progetto stesso. Grazie all'introduzione di un sistema di controllo focalizzato alla prevenzione del rischio sarà possibile ridurre i rischi legati al fenomeno corruzione, a prescindere dalla provenienza di tale rischio, se da o per conto di un'organizzazione esterna o business partners così come dai suoi dipendenti, fornendo, allo stesso tempo, trasparenza e chiarezza sui controlli da eseguire, per facilitare la consapevolezza dei dipendenti sull’argomento e prevenire così il sorgere di eventuali casi di non conformità, nonché istruzioni precise su come implementarli con efficacia ed efficienza. Le verifiche ed i controlli, eseguiti da un team di auditor comprendente anche esperti in materia giuridica e finanziaria, presuppongono e utilizzano documenti di orientamento e supporto che, oltre a comunicare correttamente il contenuto della certificazione, specificano i requisiti relativi a: procedure e linee di condotta anticorruzione; leadership, impegno e responsabilità del Top Management; supervisione della conformità ai requisiti, da parte di funzioni apposite o manager; corsi di formazione anticorruzione; valutazione dei rischi e due diligence per i vari progetti e partner d’affari; controlli in ambito finanziario, commerciale, contrattuale e sui processi di approvvigionamento; reportistica, monitoraggio, indagini e revisioni; azioni correttive e miglioramento continuo. Chi può ottenere la Certificazione ISO 3700? Qualsiasi Organizzazione (piccola o grande, pubblica, privata o non governativa) può costruire un Sistema di Gestione che rispetti i requisiti della norma ISO 37001 e richiedere la Certificazione ISO 37001. Tra l’altro l’ISO 37001 è strutturata secondo lo schema della High Level Structure (HLS) e può dunque essere facilmente integrata con altri sistemi di gestione che l’Organizzazione ha eventualmente già adottato (per esempio l’ISO 9001:2015). Gli obiettivi dell’ISO 37001 sono ovviamente diversi, ma il suo linguaggio e il suo metodo sono comuni ad altri sistemi di gestione. Quali sono i vantaggi della certificazione ISO 37001? Un approccio strutturato è fondamentale per costruire fiducia e trasparenza, gestendo i rischi e salvaguardando, al contempo, la reputazione della tua azienda. La certificazione ISO 37001 supporta gli sforzi del tuo sistema di gestione anticorruzione, verificando che: i requisiti dello standard siano affrontati i controlli necessari siano in atto all'interno della tua organizzazione e in tutta la supply chain l'azienda disponga di procedure adeguate e proporzionate per prevenire attivamente la corruzione il sistema di gestione supporti la conformità con la legislazione anticorruzione applicabile L’ottenimento della certificazione per la ISO 37001 permette agli organismi pubblici e privati non solo di implementare un approccio strutturato rivolto alla prevenzione e al contrasto della corruzione ma anche di dotarsi di un documento di best practice, validato da un organismo indipendente, ostensibile ad interlocutori nazionali ed esteri, sanando finalmente il gap normativo creato in seguito all’introduzione del D.Lgs.231/01 e della legge 190 del 2012 per il settore pubblico, adempiendo agli obblighi legislativi previsti in materia. Il Sistema di Gestione ISO 37001 può infatti offrire un utile supporto per ottenere la conformità al Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PTPC), il principale strumento adottabile dalla PA e dalle Società per favorire il contrasto della corruzione e promuovere la legalità all’interno dell’Organizzazione. Superare positivamente la verifica di conformità allo standard non significa che non esisteranno casi di corruzione o fenomeni collegati ad esso ma solamente che il Sistema di Gestione legato alla ISO 37001 è stato implementato ed utilizzato correttamente (tutto ciò comprende azioni preventive, di controllo e di recupero per situazioni eventualmente compromesse). Come si può ottenere la Certificazione ISO 37001? Per ottenere la Certificazione ISO 37001 bisogna costruire un Sistema di Gestione che rispetti i requisiti dettati dal nuovo Standard ISO 37001. Per costruire questo Sistema di Gestione è innanzitutto opportuno possedere delle competenze diversificate come: Competenze giuridiche nell’ambito del Decreto Legislativo 231/2001. Competenze nell’ambito dei Sistemi di Gestione e nello sviluppo di modelli organizzativi. Competenze di risk assessment e risk management. Ciò, tuttavia, non basta perché queste competenze debbono essere in grado di lavorare insieme. Un’organizzazione che voglia costruire un sistema di gestione per l’ISO 37001 deve sviluppare al suo interno i seguenti temi: Definizione di una policy anticorruzione documentata. Definizione di ruoli e responsabilità del management in materia anticorruzione. Costruzione di un Modello di Analisi del Rischio per individuare processi e attività aziendali maggiormente esposte al rischio di reato di corruzione. Stesura di un Modello Organizzativo e di procedure finalizzate alla prevenzione di reati di corruzione individuati nel risk assessment. Formazione a tutti i livelli dell’Organizzazione sulle tematiche dell’anti-bribery. Attuazione di opportuni controlli e due diligence in ambito finanziario, commerciale, contrattuale e sui processi di approvvigionamento. Pianificazione di una serie di attività di reporting, monitoraggio, auditing e riesame. Gestione delle azioni correttive e delle relative investigazioni finalizzate al miglioramento continuo. Spero come sempre di averti fornito una panoramica completa circa l’argomento trattato, ti ricordo che per qualsiasi informazione io e lo staff di TQSA rimaniamo a disposizione. Alla prossima settimana con un nuovo articolo. Buona giornata!

  • Covid 19: fine emergenza sanitaria?

    Buongiorno, Caro lettore, bentornato nel nostro appuntamento settimanale sulla sicurezza all’interno dei luoghi di lavoro. Oggi torniamo a trattare un argomento che nell’ultimo periodo è passato in secondo piano, ma che ancora oggi ha una certa rilevanza, ovvero quello del Covid. Essendoci stato da poco un cambio dei vertici del governo, ci si poteva immaginare vi sarebbero state alcune novità nella gestione delle normative sulla prevenzione dal Covid, cambiamenti che non hanno tardato ad arrivare. Vediamo insieme quali sono i primi cambiamenti del governo Meloni. Il bollettino Il 29 ottobre è stato l'ultimo giorno in cui il bollettino dei casi di Covid è stato diffuso quotidianamente. Dopo due anni e mezzo (il primo bollettino era datata 23 febbraio 2020) è arrivata la svolta annunciata dal neoministro della Salute Orazio Schillaci: il bollettino sarà d'ora in avanti settimanale. Il prossimo bollettino sarà dunque diffuso a livello nazionale il prossimo 4 novembre. Il 28 ottobre il ministero aveva annunciato la scelta in un comunicato che recitava così: "Il ministro della Salute, a sei mesi dalla sospensione dello stato d’emergenza e in considerazione dell’andamento del contagio da Covid-19, ritiene opportuno avviare un progressivo ritorno alla normalità nelle attività e nei comportamenti, ispirati a criteri di responsabilità e rispetto delle norme vigenti. Pertanto, anche in base alle indicazioni prevalenti in ambito medico e scientifico, si procederà alla sospensione della pubblicazione giornaliera del bollettino dei dati relativi alla diffusione dell’epidemia, ai ricoveri e ai decessi, che sarà ora reso noto con cadenza settimanale, fatta salva la possibilità per le autorità competenti di acquisire in qualsiasi momento le informazioni necessarie al controllo della situazione e all’adozione dei provvedimenti del caso". Le mascherine Prorogato l'obbligo di utilizzo delle mascherine negli ospedali e nelle Rsa. Il nuovo esecutivo era orientato a non rinnovare il provvedimento restrittivo ma, dopo gli inviti alla cautela e alla precauzione arrivati anzitutto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e poi dal mondo sanitario e da diverse Regioni, si è deciso per la proroga e quindi di rinnovare l'obbligo negli ospedali e nelle Rsa per proteggere i più fragili e gli anziani. L'obbligo vaccinale In base alle norme attuali, l'obbligo vaccinale per i medici e i sanitari è scaduto il 31 dicembre. Significa che per lavorare medici, infermieri, operatori sanitari e delle Rsa non dovranno più sottoporsi alla somministrazione vaccinale. In queste ultime ore il ministro della salute ha fatto la specifica richiesta di collocare medici e personale sanitario sprovvisto di vaccinazioni in reparti ove non ci siano pazienti a rischio contagio. Il reintegro dei sanitari NoVax I medici e gli infermieri NoVax saranno reintegrati. Si tratta al momento di 3400 persone allontanate dal posto di lavoro perché inadempienti con gli obblighi vaccinali. Nel momento in cui però decade anche l'obbligo viene meno anche la ragione per tenerli fuori dai reparti. Ad annunciare il reintegro è stato il ministro della Salute Orazio Schillaci in un comunicato del 28 ottobre che recitava: "Per quanto riguarda il personale sanitario soggetto a procedimenti di sospensione per inadempienza all'obbligo vaccinale e l'annullamento delle multe previste dal dl 44/21, in vista della scadenza delle disposizioni in vigore e della preoccupante carenza di personale medico e sanitario segnalata dai responsabili delle strutture sanitarie e territoriali, è in via di definizione un provvedimento che consentirà il reintegro in servizio del suddetto personale prima del termine di scadenza della sospensione". La sospensione delle multe ai NoVax Le sanzioni comminate ai non vaccinati over 50 che non hanno proceduto all'immunizzazione entro lo scorso 15 giugno saranno congelate fino all'estate 2023. Il ministero dell'Economia e delle Finanze ha fatto sapere di aver "terminato la sua istruttoria" e di aver quindi "inviato al Dipartimento per i rapporti con il Parlamento una proposta emendativa ai fini della presentazione al disegno di legge di conversione del decreto-legge aiuti ter in esame alla camera. La proposta sospende fino al 30 giugno 2023 le attività e i procedimenti di irrogazione della sanzione nei casi di inadempimento dell'obbligo vaccinale Covid-19". Il Green Pass in ospedali e Rsa Negli ospedali e nelle Rsa vige ancora l'obbligo di Green Pass. Molto spesso inapplicato il provvedimento è ancora in vigore e la scadenza è fissata al 31 dicembre 2022. Il nuovo esecutivo non si è ancora espresso su questo punto. Le mascherine al lavoro Il protocollo siglato dalle parti sociali il 30 giugno scorso prevede che nei luoghi di lavoro l'uso delle mascherine non è più obbligatorio, anche se resta un presidio importante per la prevenzione del contagio. L'utilizzo o meno sarà quindi legato al ricorrere di alcune condizioni particolari di rischio: contesti di lavoro in ambienti chiusi e condivisi da più lavoratori; luoghi aperti al pubblico; luoghi di lavoro dove non è possibile il distanziamento interpersonale di un metro per le specificità delle attività lavorative. In tutti questi tre casi è necessario indossare la mascherina. Il protocollo, inoltre, pone a carico del datore di lavoro l'obbligo di assicurare la disponibilità delle mascherine. Le parti sociali, assieme a ministero del Lavoro, della Salute, all'Inail e alle associazioni di categoria si erano date il termine del 31 ottobre. Per una verifica delle nuove disposizioni alla luce dell’evoluzione normativa ed epidemiologica l'incontro è stato fissato al 4 novembre. Spero come sempre tu abbia trovato interessante l’argomento trattato, se ti è sorta qualche domanda non ti preoccupare, commenta qui sotto e saremo più che lieti di risponderti. Seguiranno altri aggiornamenti. Buona giornata, alla prossima!

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  • Certificazioni | Tqsa

    Le nostre certificazioni Certificato ISO 9001/2008:2015 Centro di formazione Aifos Politica per la qualità Orientamento alla persona, soddisfazione del Cliente, massima professionalità, rispetto e tutela dell’ambiente, qualità del servizio. Questi sono i valori che quotidianamente ci contraddistinguono e che ci hanno permesso di ottenere diversi riconoscimenti. A livello nazionale, possiamo vantare di essere riconosciuti come centro di formazione Aifos per la qualità della formazione che garantiamo ai nostri clienti, mentre a livello internazionale sin dal lontano 2015 siamo certificati ISO 9001:2015 , potrai trovare tutti la documentazione qui a fianco. Ottieni un preventivo

  • Sistema Gestione | Tqsa

    SGS-360 SGS-360 nasce dalla volontà di fornire ai nostri clienti chiarezza ed efficienza , requisiti fondamentali che raramente abbiamo riscontrato nella gestione della sicurezza nelle aziende produttive nel territorio lombardo. ​ Questo sistema di gestione ti permetterà di non doverti più preoccupare delle varie scadenze relative alla formazione o alle pratiche che hai redatto con l’obiettivo di mantenere a norma l’azienda. SGS-360 ti dà la possibilità concreta di avere un unico punto di riferimento in grado di offrirti un supporto tempestivo, efficiente e altamente qualificato per tutto ciò che concerne la sicurezza aziendale. Mettiamo a disposizione un check-up gratuito per scoprire insieme i punti di forza e le criticità della tua azienda. Al termine della nostra analisi ti forniremo un resoconto di quanto emerso, portando alla luce le varie inadempienze che potrebbero portarti a ricevere sanzioni da parte degli organi ispettivi. Basandoci sulle esigenze emerse da tale checkup, ti proporremo quello che tra i vari piani di servizio di SGS-360 risponde perfettamente ai bisogni della tua azienda (inclusa l’eventuale nomina di un nostro RSPP), con l’obbiettivo ultimo di ristabilire la sicurezza all’interno di essa. Questo ti permetterà di tutelare te e i tuoi dipendenti , garantendoti l’adeguamento alle normative vigenti. ​ Tutti i servizi SGS sono coperti da assicurazione aggiuntiva "All Covered" che garantisce la solvibilità del sinistro. I nostri pacchetti di assistenza Easy Pacchetto semplice dalla durata annuale: un servizio completo e professionale per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro in azienda. Scopri di più Pro Contratto annuale studiato per aziende del settore produttivo che necessitano di un’assistenza all’altezza della loro realtà. Scopri di più Total Pacchetto pensato per tutte le aziende che hanno già eseguito buona parte della sicurezza in azienda in passato e vogliono aggiornarsi. Scopri di più Global Assistenza globale per le aziende di nuova costituzione e realtà che non hanno mai svolto alcuna attività di prevenzione e protezione dei lavoratori. Scopri di più Sei proprio sicuro di non correre alcun rischio in termini di sicurezza in azienda? Effettua il Test di Autovalutazione gratuito e ricevi un feedback immediato dai nostri tecnici esperti in materia. Ottieni un preventivo

  • Sicurezza Sul Lavoro | Tqsa

    Chi Siamo SGS 360 Servizi Test Contatti Blog More Explore More Safety and Health for Company Life Consulenza sicurezza sul lavoro per attività produttive Chi siamo Affianchiamo le aziende nelle esigenze quotidiane legate alla normativa, ma soprattutto per diffondere la cultura della sicurezza. Perché costruire vera sicurezza sul lavoro significa lavorare fianco a fianco con le aziende ogni giorno, in ogni fase. Vuol dire capire le problematiche, individuare le soluzioni e metterle in pratica. ​ Operiamo nelle 4 province principali del territorio Lombardo quali Milano, Monza Brianza, Bergamo e Brescia e grazie ai nostri clienti che quotidianamente ci supportano abbiamo raggiunto i seguenti risultati: 600 Clienti attivi 2900 Dipendenti in gestione 500 Dipendenti formati ogni anno presso la nostra sede 2400 Numero ore di formazione erogate ogni anno presso clienti 1138 Visite mediche ed esami erogati annualmente Servizi Sosteniamo in prima persona la cultura della sicurezza e della qualità come sinonimo di eccellenza, proprio per questo motivo offriamo una completa gamma di servizi che aiutano e tutelano il datore di lavoro ed offrono ai dipendenti formazione, salute e sicurezza sul luogo di lavoro. SCOPRI I NOSTRI SERVIZI! Pratiche Scopri di più Ambiente Scopri di più Formazione Scopri di più Qualità Scopri di più Medicina del lavoro Scopri di più SGS 360 – Semplifica la vita della tua azienda TQSA mira disimpegnare il più possibile il personale interno alla tua realtà dall’onere di seguire gli adempimenti connessi alla sicurezza sul lavoro, con l’obbiettivo di eliminare e ridurre i rischi derivati e riducendo al tempo stesso i costi ad essa riferiti, ottenendo una gestione ottimale di tutti gli adempimenti legati alla sicurezza sul lavoro. SGS 360 è il primo abbonamento tutto incluso per gestire in “automatico” la sicurezza della tua azienda e dei tuoi dipendenti. Esso comprende la verifica costante del rispetto delle norme, la formazione e la gestione di visite ispettive o infortuni. Come? Scopri SGS 360 Al servizio di Industria Artigianato Commercio Logistica Carrozzerie Retail Industria Le nostre certificazioni Certificato ISO 9001/2008:2015 Centro di formazione Aifos Politica per la qualità Orientamento alla persona, soddisfazione del Cliente, massima professionalità, rispetto e tutela dell’ambiente, qualità del servizio. Questi sono i valori che quotidianamente ci contraddistinguono e che ci hanno permesso di ottenere diversi riconoscimenti. A livello nazionale, possiamo vantare di essere riconosciuti come centro di formazione Aifos per la qualità della formazione che garantiamo ai nostri clienti, mentre a livello internazionale sin dal lontano 2015 siamo certificati ISO 9001:2015 , potrai trovare tutti la documentazione qui a fianco. Scopri di più Sei proprio sicuro di non correre alcun rischio in termini di sicurezza in azienda? Effettua il Test di Autovalutazione gratuito e ricevi un feedback immediato dai nostri tecnici esperti in materia. Vai al Test Ottieni un preventivo

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